Trasporti e mobilità (programma di Riconquistare l’Italia per la Regione Umbria)

Dal programma della lista Riconquistare l’Italia per le elezioni regionali del 27 ottobre 2019 (candidata Presidente Martina Carletti).

L’Umbria, pur essendo attraversata in minima parte dalla grande direttrice rappresentata dall’Autostrada del Sole A1, per la sua posizione geografica costituisce uno snodo necessario ed un punto di incontro obbligato soprattutto per il traffico su gomma nella nostra penisola per i collegamenti tra Nord e Sud e anche, caratteristica non secondaria, per il raggiungimento della Capitale. La conformazione ed il territorio della Nostra Regione presenta caratteristiche geografiche e morfologiche le quali, unitamente alle risalenti ragioni storiche, hanno determinato la nascita di una pluralità di comuni a bassa densità demografica: la maggior parte dei quali non supera, infatti, la soglia dei 2.500 – 3.000 abitanti. Le suddette caratteristiche rendono la questione della viabilità, e più in particolare del trasporto pubblico e dello stato di manutenzione della nostra direttrice principale vale a dire la E45, aspetti assai problematici e allo stesso tempo fondamentali per lo sviluppo economico e sociale della regione. La direttrice principale impegna quasi tutta la mobilità su gomma che attraversa la nostra Regione, arteria che viene percorsa ogni giorno da migliaia di veicoli, molti dei quali veicoli pesanti con tutte le immaginabili conseguenze sullo stato di usura del relativo manto stradale.

Lo stato di salute in cui versa la rete di trasporti pubblici e privati è sotto gli occhi di tutti. La E45 è una strada divenuta pericolosa nel tempo a causa del suo cattivo stato di conservazione, caratteristica a dire il vero che rappresenta il comun denominatore anche delle altre strade secondarie ed interne della Regione, la cui criticità principale riguarda soprattutto lo stato dell’asfalto. A causa della mancanza cronica di investimenti, imputabile anche al taglio dei trasferimenti imposti dagli irrazionali vincoli europei, la manutenzione della E45, è stata caratterizzata in questi ultimi 20 anni da interventi per così dire a “macchia di leopardo” attraverso il rifacimento dei tratti di asfalto divenuti oggettivamente pericolosi ed impercorribili, che però non sono stati idonei a risolvere il problema della sicurezza dato il loro carattere di meri palliativi finalizzati soprattutto a limitare le eventuali responsabilità degli Enti gestori piuttosto che affrontare la questione sullo “stato di salute” delle strade in maniera organica e sistematica.

Per quanto riguarda la rete ferroviaria dell’Umbria, in parte di proprietà statale, gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), e in parte di proprietà regionale, la mancanza di investimenti (carenza imputabile al “vincolo esterno europeo”) e liberalizzazione del mercato sono le cause principali anche della preoccupante situazione delle linee ferroviarie umbre, in particolar modo le linee complementari, quelle più utilizzate da studenti e lavoratori pendolari. Molte di esse sono solamente a binario doppio o addirittura unico, del tutto insufficienti a soddisfare i bisogni degli utenti. È significativo che per molte di esse esista un’associazione di pendolari che chiede un servizio di trasporto pubblico dignitoso, denunciando continui ritardi e disservizi.

Un programma serio e realistico in materia di viabilità, dovrà necessariamente prevedere il potenziamento del trasporto su rotaia ed, in particolare, un punto qualificante del Programma di Riconquistare l’Italia è quello di verificare le condizioni per una riapertura della stazione di S. Anna a Perugia con la riattivazione della tratta ferroviaria un tempo gestita dalle Ferrovie Centrali Umbre, utilizzata soprattutto dagli studenti pendolari diretti all’Ateneo di Perugia e la cui chiusura ha determinato in parte la migrazione verso gli Atenei della Capitale con tutte le immaginabili conseguenze, anche in termini economici, per la nostra Regione.

Nell’Umbria, come nel resto dell’Italia, la liberalizzazione (id est la svendita) del trasporto ferroviario, iniziata con l’emanazione della direttiva 440/1991 (purtroppo recepita in Italia con il D.lgs 146/99), si è parzialmente attuata. Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 abbia dichiarato incostituzionale l’obbligo di ricorrere esclusivamente a procedure di gara per l’affidamento dei servizi pubblici locali, il sacro dogma della concorrenza non viene messo in discussione da nessuno dei partiti e movimenti appartenenti al Partito Unico Liberale, formato tanto da quei partiti che si definiscono di sinistra, tanto da quelli che si definisco di destra ed accomunati dal loro fanatismo ai diktat dell’UE senza curarsi del rispetto dei principi fondamentali della Nostra Costituzione del ’48 che anche in materia di trasporti non si ispira certo ad una privatizzazione selvaggia riconoscendo anzi il carattere essenziale di un simile servizio e la necessità di renderlo accessibile (non solo da un punto di vista economico ma anche in termini di comfort) a tutti.

La lista Riconquistare l’Italia individua tre direttive fondamentali per una nuova politica del trasporto pubblico locale della regione Umbria:

  1. incremento del trasporto su rotaia;
  2. maggiore integrazione tra mezzi pubblici e privati;
  3. rifiuto del concetto di concorrenza.

Riteniamo che si debba realizzare una maggiore integrazione tra la rete ferroviaria e il trasporto pubblico su gomma, con l’obiettivo di far diventare quest’ultimo complementare e non concorrenziale al primo.

Tutti i tratti della rete ferroviaria ancora a singolo binario devono essere raddoppiati e il numero delle corse incrementato soprattutto durante le fasce orarie più affollate dai pendolari. I percorsi dei pullman locali e regionali devono favorire il raggiungimento anche delle stazioni ferroviarie dei centri minori come avveniva un tempo quando la rete regionale Perugia-Terni era gestita dalle FCU.

Ci opponiamo quindi con decisione alla realizzazione di nuove strade, in quanto trattasi di opere dalla dubbia utilità e con notevole impatto ambientale su di un territorio “fragile” come quello dell’Umbria già molto segnato dai recenti eventi naturali e dove il consumo di suolo negli ultimi anni è cresciuto a ritmi vertiginosi. I fondi a disposizione devono essere usati per la messa in sicurezza e la manutenzione dell’attuale rete stradale, in primis per i motivi già detti la E45. L’obiettivo deve essere quello di diminuire il traffico su strada, non aumentarlo e, possibilmente, aumentare il grado di sicurezza sulle nostre strade.

Si deve puntare a diminuire progressivamente e in maniera significativa l’ingresso delle automobili nei centri urbani. Per far ciò si dovrà favorire la creazione di grandi parcheggi, anche a sviluppo verticale, al di fuori delle città ma serviti in maniera capillare dal trasporto pubblico locale. Ad esempio a Perugia la Minimetrò risulta scarsamente utilizzata per la mobilità urbana e, comunque, utilizzata al di sotto delle sue potenzialità. Obiettivo di RI è, dunque, anche quello di cercare di favorire l’utilizzo di tale mezzo di trasporto per sfruttarne a pieno le sue effettive potenzialità, mettendo in campo tutte le misure idonee al raggiungimento di tale obiettivo.

Rifiutiamo poi in toto il principio della libera concorrenza che discende direttamente dalla normativa europea. Vista la sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 e la facoltà dell’affidamento diretto che ne deriva, riteniamo che si debba favorire il più possibile la capacità “in house” delle attuali aziende concessionarie per il trasporto pubblico. Intendiamo inoltre promuovere la proprietà completamente pubblica delle aziende concessionarie. Crediamo infatti in una gestione politica del trasporto pubblico, avulsa da logiche di mercato, di lungo respiro, stabile nel tempo e, soprattutto, conforme al sistema economico previsto dalla Nostra Costituzione del 1948 che si ispira, specialmente in materia economica, a principi diametralmente opposti a quelli dei Trattati dell’Unione Europea (TUE e TFUE).

Per ciò che riguarda l’agenzia regionale, auspichiamo una radicale trasformazione del suo ruolo, che dovrebbe diventare di armonizzazione e coordinamento dei sistemi di trasporto regionali e delle politiche tariffarie, con promozione di biglietti unici integrati a livello regionale, e di realizzazione di sistemi di informazione che rendano più facilmente fruibile il trasporto pubblico regionale sia dai residenti, sia dagli studenti, sia dai lavoratori pendolari che dai turisti.

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