Trasporti e mobilità (programma di Riconquistare l’Italia per la Provincia di Trento)

Dal programma della lista Riconquistare l’Italia per le elezioni provinciali del 21 ottobre 2018 (candidato Presidente Federico Monegaglia).

Il tema dei trasporti riveste nel nostro Trentino un ruolo strategico fondamentale per tutte le attività sociali ed economiche, incluse quelle turistiche, anche in virtù della particolare configurazione del nostro territorio, che presenta caratteristiche uniche rispetto al resto del Paese. Nell’ottica di uno sviluppo sempre più sostenibile della mobilità, si rende necessaria una gestione che trasferisca crescenti quote di traffico da gomma a rotaia.

Lo stato della rete dei trasporti pubblici e privati in Trentino presenta luci e ombre, con forti differenze tra i vari insediamenti. Se nella Provincia di Bolzano la mobilità sostenibile è ormai una realtà più o meno consolidata, lo stesso non si può dire della Provincia di Trento, anche a seguito di talune scelte urbanistiche infelici, come per esempio quelle connesse all’aver promosso un proliferare di insediamenti commerciali di grandi dimensioni lungo la via del Brennero, la cui presenza contribuisce al congestionamento del traffico privato con i conseguenti e ben noti impatti in termini di inquinamento.

La liberalizzazione del trasporto ferroviario partita con l’emanazione della direttiva 440/1991 del Consiglio Europeo (recepita in Italia con il D.lgs 146/99), finalizzata alla progressiva privatizzazione dei servizi pubblici in materia di trasporti, è stata parzialmente attuata in Trentino con la costituzione di Trentino Trasporti S.p.A., a partecipazione prevalentemente pubblica, cui nel 2009 viene affiancata Trentino Trasporti Esercizio S.p.A., pubblica. Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 abbia dichiarato incostituzionale l’obbligo di ricorrere esclusivamente a bandi di gara per l’affidamento dei servizi pubblici locali, l’ideologia della concorrenza e del libero mercato promossa dall’Unione Europea non viene messa in discussione. Ancorché entrambe le aziende si trovino in un regime di partecipazione integralmente o quasi integralmente pubblica, la gestione aziendalistica derivante dalla strutturazione in società per capitali non sottrae il servizio pubblico alla logica aziendalistica tipica degli erogatori di servizi privati. Una politica dei servizi pubblici sotto il controllo democratico dei cittadini del Trentino non potrà che passare dalla trasformazione di queste Società per Azioni in enti formalmente pubblici.

Parallelamente, nell’ottica di una maggior integrazione tra mezzi pubblici e mobilità privata, andrà potenziata e incrementata l’offerta del servizio pubblico provinciale, soprattutto per quelle realtà periferiche i cui abitanti si trovano oggi a dover ricorrere all’auto stante la frammentazione delle corse dei mezzi pubblici. Una maggiore capillarità e frequenza di corse pubbliche si dovrà coniugare, laddove la struttura del territorio lo consenta, con la progressiva sostituzione dei mezzi a basso impatto ambientale (metano, elettrico), puntando su una sempre maggiore capillarità dei servizi. Un aumento in termini quantitativi e qualitativi dei mezzi pubblici consentirà anche di perseguire una politica di progressiva riduzione dell’utilizzo dell’automobile nel centro urbano di Trento, in cui i tassi delle polveri sottili nell’aria raggiungono, nei periodi di scarsa piovosità, valori allarmanti, soprattutto per un abitato di così modeste dimensioni. A tale proposito dovrà essere ampliata l’offerta di parcheggi nella periferia di Trento, dotando gli stessi di connessioni capillari con il centro a titolo gratuito.

Riconquistare l’Italia si oppone alla realizzazione di nuove strade, salvo quelle fondamentali per lo sviluppo e l’interconnessione degli abitati periferici. Si oppone fermamente ad opere quali la Valdastico, di grande impatto ambientale e di dubbia utilità, che vanno ad infierire su di un territorio già fortemente segnato e dove il consumo di suolo è già cresciuto negli ultimi anni a ritmi sostenuti. L’obiettivo deve essere quello della progressiva riduzione del traffico su strada, non del suo aumento.

Riconquistare l’Italia rifiuta fermamente il principio falso e ipocrita della concorrenza discendente direttamente dalla normativa europea. Vista la sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 e la facoltà di affidamento diretto che ne deriva, Riconquistare l’Italia ritiene che si debba favorire il più possibile la capacità in-house delle attuali aziende concessionarie del trasporto pubblico e perseguirne la conversione in enti pubblici: siamo convinti infatti che una gestione del trasporto pubblico di lungo respiro debba essere politica, avulsa dalle logiche del mercato, rispondente ai principi del controllo democratico da parte dei cittadini.

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