Agricoltura (programma di Riconquistare l’Italia per la Regione Umbria)

Dal programma della lista Riconquistare l’Italia per le elezioni regionali del 27 ottobre 2019 (candidata Presidente Martina Carletti).

Un settore agricolo funzionante e fiorente, che soddisfi le aspettative economiche di chi vi lavora, che rispetti l’ambiente e valorizzi il territorio anche a livello turistico non può essere visto come una mera attività commerciale e non può prescindere da una programmazione sistemica e da incentivi pubblici, in virtù della sua natura complessa e multifunzionale, che se sviluppata a dovere fornisce benefici in ogni settore socio-economico ed all’intera società.

Negli ultimi anni, anche in conseguenza dell’instaurazione dell’ideologia liberista fondata sul principio di concorrenza, l’agricoltura, come la gran parte delle professioni, viene generalmente trattata solamente nel suo aspetto prettamente imprenditoriale, con attenzione esclusiva sull’utile ricavato dalla vendita del prodotto.

Questa miope visione prettamente utilitaristica si combina con l’ancora più miope sistema di finanziamento delle attività agricole, il Piano di Sviluppo Rurale (PSR), ove, per l’accesso ai fondi che dovrebbero essere d’aiuto a un settore in difficoltà, si richiede un consistente investimento preventivo alle aziende (le poche in grado di permetterselo) le quali devono poi chiedere un rimborso, nella speranza, non di rado vana, di vedere le fatture rimborsate entro qualche anno (quando i progetti non vengono bocciati o i fondi esauriti, nel qual caso le fatture non vengono rimborsate). Non sono state poche le piccole aziende rilevate dalle banche per aver chiesto un mutuo per far fronte ad un investimento iniziale che non è poi stato rimborsato.

È forse superfluo notare che, mentre a guadagnare da questo sistema sono state banche, industrie di materiali agricoli e qualche grande impresa, a rimetterci sono state soprattutto le piccole aziende.

Noi di Riconquistare l’Italia ci teniamo invece ad evidenziare le caratteristiche uniche che differenziano questo settore dagli altri e a riconsiderare l’importanza che l’agricoltore, l’allevatore e la piccola azienda in particolare rivestono a livello sociale, nei confronti della tutela del territorio e sul tessuto economico locale; nel tentativo di ridare dignità e ruolo a quelle realtà che, a causa del regime giuridico di concorrenza al ribasso venutosi ad instaurare con i Trattati dell’Unione Europea che ha contribuito a far emergere una visione predatoria sulle risorse naturali, e contestualmente agli aumenti dei costi di produzione, rischiano di scomparire per sempre.

In particolare, al fine di garantire la realizzazione di un sistema regionale virtuoso, giusto ed efficiente occorre provvedere la creazione di un database che raccolga tutte le informazioni in materia di bandi e finanziamenti, diretti ed indiretti, che possa essere fruibile, immediato e che raccolga, oltre alle offerte, anche le esigenze che possono pervenire dai singoli.

Proponiamo inoltre, come misura più che altro temporanea, la creazione e il finanziamento di un fondo regionale con l’obiettivo di ottimizzare gli interventi di sostegno per l’accesso al credito delle PMI e, laddove ne sussistano le condizioni finanziarie, anticipi parte della liquidità alle aziende che hanno presentato un progetto e che sono in attesa dei fondi “europei” del PSR.

La nostra regione possiede una buona vocazione turistica, ma, pur riconoscendo il potenziale dell’interrelazione turismo-agricoltura, non si può basare l’offerta turistica esclusivamente sul comparto agricolo. È pertanto fondamentale introdurre nuovi approcci che tengano conto del complesso contesto socio-economico territoriale. Particolare attenzione merita la possibilità di coltivazione della canapa, che al momento offre delle prospettive a lunga scadenza che coinvolgono tutti i settori della società, dalla produzione agricola all’artigianato alla piccola impresa, fornendo contemporaneamente la possibilità di uno sviluppo ecologicamente sostenibile.

Per quanto riguarda l’inquinamento dei terreni-problema che coinvolge in particolare ampie zone del ternano-proponiamo lo studio di un piano di coltivazione mirata di erbe disintossicanti e rigeneranti. Tra queste si annovera, in particolare, la stessa canapa, che come già detto trova anche una importante collocazione commerciale (carta, farina, olio, tessuti solo per citarne alcuni).

Tuttavia per affrontare un discorso del genere si pone la necessità della creazione di un impianto per la lavorazione, senza il quale qualsiasi iniziativa resta ridotta e scarsamente remunerativa. Questo è evidentemente un limite e tuttavia è anche e soprattutto un’opportunità per il settore industriale nel quale si possono aprire nuove vie di investimento con conseguente aumento di posti di lavoro. Ecco perché proponiamo di sfruttare la vocazione artigianale della regione per creare un ecosistema artigianale e manifatturiero intorno alle nuove colture.

Creare una Banca dei Semi locali e tradizionali per garantire il diritto del Coltivatore Diretto di conservare, scambiare, vendere o donare i propri semi o per creare nuove varietà attraverso la selezione naturale protezione colture autoctone e varietà storiche, attraverso incentivi alla produzione fondi UE per convertire le aziende convenzionali al biologico

Incentivare l’agricoltura familiare di piccole o piccolissime dimensioni mettendo a disposizione dei lotti di terreno demaniali altrimenti non utilizzati per far spronare i giovani aspiranti agricoltori alla coltivazione dei prodotti agricoli all’insegna della genuinità e del “KM 0”

Ripristino delle tartufaie di proprietà delle comunità montane. In Umbria le Comunità Montane avevano zone di riserve dedicate alle tartufaie, prodotto tipico di molte zone. Queste riserve sono in stato di abbandono. La proposta si basa sul ripristino di tali zone, dandone la gestione ad associazioni competenti in materia, che rispettino vincoli ambientali precisi. Questo potrebbe ridurre il rischio che attraverso il taglio dei costi si passi ad una gestione completamente privatistica favorendo i grandi commercianti e le grandi aziende produttrici.

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