Immigrazione e accoglienza (programma di Riconquistare l’Italia per la Provincia di Trento)

Dal programma della lista Riconquistare l’Italia per le elezioni provinciali del 21 ottobre 2018 (candidato Presidente Federico Monegaglia).

In tema di immigrazione le competenze di Provincia e Regione sono del tutto marginali, nonostante l’Autonomia, in quanto materia di legislazione esclusiva dello Stato. Pertanto i margini di manovra sono limitati. Il Fronte Sovranista Italiano (partito promotore della lista Riconquistare l’Italia) articola la sua politica a livello statale in ottemperanza alle sentenze della Corte Costituzionale n. 250/2012, la quale afferma che il potere di disciplinare l’immigrazione costituisce una manifestazione essenziale della sovranità dello Stato, e n. 353/1997: “lo Stato non può […] abdicare al compito, ineludibile, di presidiare le sue frontiere”.

Per quanto riguarda l’indirizzo politico al livello Provinciale, va preso atto che, nel limitato spazio di manovra residuale, la priorità è quella di evitare che gli immigrati finiscano nella rete della criminalità; quanto accade infatti in una società ormai immersa nell’ideologia neoliberista della concorrenza, che promuove la distruzione del senso di comunità, di identità e l’individualismo, le contraddizioni sociali finiscono per essere etnicizzate, rendendo la microcriminalità l’unica rete di riferimento per gli immigrati. Questo è quanto si è puntualmente verificato nel nostro Trentino, dove alle belle parole su accoglienza e integrazione si è fatto seguire il nulla politico. Prova ne siano talune nostre periferie, l’indegno spettacolo che accoglie i visitatori che raggiungono in treno il nostro capoluogo, nella piazza istituzionalmente più importante essendo sede dei palazzi della Provincia e della Regione, e le ben note situazioni del degrado urbano come quelle della Portela, i cui inquilini sono stati lasciati a sé stessi.

Riconquistare l’Italia si propone dunque, stante una politica nazionale favorevole alla regolazione dei flussi nel pieno rispetto degli obblighi previsti dalla nostra Costituzione, di promuovere una effettiva integrazione degli immigrati presenti sul nostro territorio, un’integrazione della quale essi siano attori in prima persona, insegnando loro le regole del vivere civile così come previste dal nostro ordinamento, al fine di sottrarli alla criminalità e di rendere la loro presenza compatibile con gli usi e costumi del Trentino.

In quest’ottica ci proponiamo la sollecitazione, ai Comuni che accolgono i profughi, per il coinvolgimento dei richiedenti asilo nelle attività socialmente utili a livello locale, come già accade in diverse realtà dove essi lavorano alla manutenzione delle strade o dove sono stati avviati tirocini formativi.

Dovranno essere redatti in maniera sistematica e continuativa studi e controlli statistici sullo stato degli immigrati che hanno subìto diniego alla richiesta di asilo, al fine di combattere lo sfruttamento ed il lavoro nero, nonché l’odioso fenomeno della “scomparsa”degli irregolari sul territorio.

Dovranno essere creati ed implementati percorsi di accoglienza ed educazione civica e linguistica, affinché le persone che escono dal progetto di accoglienza siano autonome e abbiano il minor impatto possibile sulla comunità trentina, in aggiunta e parallelamente ai progetti già posti in essere, in particolare con il progetto “Impact” che partirà da inizio 2019.

Per quanto riguarda la sicurezza urbana, dovranno essere dotate le zone centrali degli abitati, diventate nell’ultimo periodo teatro di spaccio e risse – fenomeni preoccupanti e di grande impatto emotivo per la cittadinanza – di adeguata illuminazione e videosorveglianza continua, in modo da facilitare ed accelerare l’individuazione, da parte delle forze dell’ordine, di eventuali atti criminosi e l’adozione di provvedimenti conseguenti.

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