Analisi e proposte relative alla politica nazionale (programma di Riconquistare l’Italia per la Regione Lazio)

Dal programma della lista Riconquistare l’Italia per le elezioni regionali del 4 marzo 2018 (candidato Presidente Stefano Rosati).

Premessa

Riconquistare l’Italia è una lista elettorale promossa dal FSI – Fronte Sovranista Italiano. La lista sarà presente in almeno 10 delle 15 elezioni regionali che si svolgeranno negli anni 2018-2020.

Per ottenere il radicamento sul territorio che ci ha consentito di candidarci nella Regione Lazio e di prevedere con sufficiente sicurezza la candidatura, nei prossimi due anni, in almeno altre nove regioni, abbiamo lavorato sei anni ininterrottamente, fin da quando nel marzo 2012 costituimmo, per via telematica, l’ARS – Associazione Riconquistare la Sovranità. Siamo dunque un (per ora) piccolo partito nazionale, sorto sulla base di analisi relative alla recente storia politica nazionale e internazionale, nonché di proposte relative alla linea di politica nazionale che crediamo l’Italia debba seguire.

Perciò, come tutti gli altri più noti e più grandi partiti nazionali, abbiamo interesse a ricevere voti, non soltanto sulla base delle proposte politiche relative alla Regione Lazio, ma anche sulla base delle nostre analisi e proposte relative alla politica nazionale, alle quali abbiamo dedicato moltissimi studi e approfondimenti.

Per questa ragione anteponiamo al programma regionale un breve richiamo delle posizioni politiche relative a questioni nazionali.

Perché e in che senso sovranisti

Il neologismo “sovranisti”, ora tanto diffuso, è stato inventato e introdotto nel linguaggio politico italiano da noi. In particolare, fu utilizzato dall’attuale Presidente del FSI in un articolo del 13 dicembre 2011, reperibile in rete. Muovevamo dall’idea che la sovranità non è vuota, non è arbitrio, non è astratto potere dello Stato, ma è potere-dovere del Parlamento e del Governo di attuare la Costituzione; constatavamo e dimostravamo che la nostra Costituzione economica è in irrimediabile contrasto con i Trattati europei e che da oltre venti anni Parlamento e Governi, anziché attuare il programma sociale-Costituzionale, attuavano (ed attuano) il programma liberale dei Trattati europei e – nella consapevolezza della impossibilità di attuare la Costituzione economica, restando prigionieri dei Trattati europei – ponevamo radicalmente l’obiettivo della disintegrazione dell’Unione Europea.

Abbiamo affermato fin da principio che ci attendeva una lunga lotta di liberazione e che fino a quando non fosse stata disintegrata l’Unione Europea, l’Italia non sarebbe mai uscita dalla crisi economica, sociale, di giustizia redistributiva, antropologica e della coscienza nazionale che l’attanaglia, e non si sarebbe liberata dal giogo che la Germania, il grande capitale finanziario e industriale, le élite liberali europee e i centri di potere italiani, alcuni consapevolmente altri inconsapevolmente (ma la cosa è più grave, non meno grave) le hanno imposto.

È il destino di un generazione: riconquistare l’Italia, sottraendola al despota esterno e al despota interno, e ricostituire la Repubblica.

Noi non guardiamo soltanto all’astratto modello tracciato dalla nostra Costituzione economica, bensì anche alla concreta attuazione che se ne diede durante la Prima (unica e vera) Repubblica, quando furono raggiunti alti livelli di occupazione, si ebbe grande mobilità sociale, il lavoro subordinato fu molto tutelato, pur lasciando grandi possibilità a commercianti, artigiani professionisti e piccoli e medi imprenditori; mentre il grande capitale fu in gran parte pubblico, così come prevalentemente pubblico fu il sistema bancario; la finanza privata poi, quasi non c’era.

Da quanto precede risulta evidente che noi che abbiamo inventato i neologismi “sovranismo” e “sovranista” li abbiamo intesi in un senso specifico, molto diverso dal senso generico che successivamente le due parole hanno assunto nel linguaggio politico, giornalistico e poi comune e consistente in una vaga contestazione dell’Unione Europea o, peggio, del solo euro; spesso svolta per ragioni di marketing politico e sempre accompagnata dall’idea insensata che possa esistere un’altra Unione Europea (si suole criticare, infatti, “questa Unione Europea”); con rivendicazione dell’importanza dei confini limitata quasi esclusivamente al tema degli stranieri (anziché estesa ai capitali, alle merci, ai servizi e ai modelli di disciplina conformi alla nostra tradizione); e con impostazione del rilevantissimo tema della necessità di un rigorosa disciplina dell’immigrazione, sulla base di fasulle teorie sullo scontro tra civiltà.

Dunque sovranisti sì, ma nel senso da noi per primi tracciato, molto differente da furbesche e spesso volgari imitazioni, sempre parziali e sovente false, del M5S (che ormai ha abbandonato la prospettiva, dimostrando che il vago sovranismo era solo marketing politico) della Lega Nord, o di Casa Pound e Forza Nuova, ossia di neo-pseudo-nazionalisti e di eterni nazionalisti camuffati da sovranisti. Altro è il sovranismo, altro il nazionalismo, altro il federalismo che flirta con l’indipendentismo.

Ovviamente noi non abbiamo l’autorità per decidere con quale significato determinate parole, seppur da noi “inventate”, debbano circolare e quali significati possano assumere. L’importante è che gli elettori sappiano che i nostri fari sono i lavori dell’Assemblea Costituente, la Costituzione e gli istituti mediante i quali, durante la prima Repubblica, per oltre 35 anni si diede progressivamente attuazione al programma economico, sociale e culturale fissato nella Costituzione.

Il programma politico nazionale

Per conoscere il partito sotto il profilo delle analisi e delle proposte politiche nazionali, bisogna in primo luogo leggere il DOCUMENTO DI ANALISI E PROPOSTE dell’ARS, che è divenuto parte dellATTO COSTITUTIVO del FSI.

Per quanto riguarda la politica economica siamo per il lavoro, autonomo e subordinato, e contro la rendita; per valorizzare l’imprenditoria piccola e media e perché il grande capitale sia prevalentemente pubblico nei settori strategici; perché le libere professioni tornino al vecchio statuto e non siano assimilate alle imprese; per una imposizione fiscale progressiva e fondata sulle imposte dirette, con eliminazione o almeno forte riduzione delle imposte indirette, promosse dall’Unione Europea.

L’Assemblea nazionale ha approvato in proposito 7 documenti:

DOCUMENTO SULLA REPRESSIONE DELLA RENDITA FINANZIARIA

DOCUMENTO CONTRO LA RENDITA URBANA

DOCUMENTO SU LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE

CONCORRENZA E LIBERA PROFESSIONE: L’AVVOCATURA

DOCUMENTO SULLA RIFORMA TRIBUTARIA

PROPOSTA DI RIFORMA DEL SISTEMA BANCARIO

LE IMPRESE PUBBLICHE

L’ Assemblea nazionale ha poi approvato altri 7 documenti:

DOCUMENTO SULLA SCUOLA

DOCUMENTO SUGLI ENTI TERRITORIALI

DOCUMENTO SUI DIRITTI CIVILI BIOETICI

DOCUMENTO SULL’IMMIGRAZIONE

LA DISCIPLINA DELLE FINANZE DEI COMUNI

GIOCHI E SCOMMESSE

I PROBLEMI DELLA RICERCA SCIENTIFICA NEI SETTORI BIBLIOMETRICI

I documenti sono scaricabili singolarmente, oppure raggruppati in un unico file pdf.

Il nostro programma è perfettamente e agevolmente realizzabile fuori dall’Unione Europea. È invece di impossibile realizzazione nell’Unione Europea, che è stata creata proprio per vietare e impedire, al livello “costituzionale”, impianti di politica economica orientati al criterio sociale o chiaramente socialdemocratici.

Quali voti cerchiamo

Noi cerchiamo principalmente il voto di tre tipi di persone, anche se, ovviamente, ci auguriamo di essere stimati da persone che provengono dalle simpatie politiche più varie.

In primo luogo di quei concittadini che hanno sperato nel M5S, perché stanchi delle due correnti del partito unico liberale (il centrodestra e il centrosinistra) e ora, a prescindere da ogni altra considerazione, hanno il dubbio oppure ormai la certezza che il M5S sia comunque l’ennesimo partito liberale supino a Bruxelles, alla Germania, ai mercati finanziari e al grande capitale. Insomma, mentre a una parte dei votanti pentastellati sta bene l’ordine liberale, soltanto che vorrebbe che fosse gestito da persone nuove e oneste – e quindi è contenta che Di Maio prometta la rivoluzione liberale che, a suo dire, Berlusconi e il centrosinistra non avrebbero realizzato – ce n’è un’altra parte, ora minoritaria ma, a nostro avviso, alla lunga preponderante, che ormai dubita fortemente o addirittura è sicura che il M5S non vuole e non può rivoluzionare l’ordine giuridico-economico liberale. Questa parte dell’elettorato del M5S è quella che ci interessa.

Il secondo tipo di elettorato potenziale, invece, è costituito da coloro che ultimamente, pur non essendo mai stati leghisti e anzi essendo stati sovente anti-leghisti, hanno visto però la Lega prendere posizione critica nei confronti dell’Unione Europea e per questa ragione, in mancanza, al livello nazionale, di forze politiche autenticamente sovraniste, sono intenzionati a turarsi il naso e votare per la Lega. Ebbene, nella regione Lazio una forza autenticamente sovranista, con posizioni politiche fondate sulla Costituzione e sul modello di attuazione che se ne diede nella prima Repubblica, è candidata. Non è necessario, quindi, turarsi il naso e votare un partito che, a tacer d’altro, sostiene il più liberale dei candidati alla Presidenza della Regione.

Infine, il terzo tipo di elettorato è costituito da una parte minoritaria degli astensionisti, quella parte che è costituita da persone che hanno amato la politica o sono cresciute in famiglie nelle quali si amava la politica, e che non votano soltanto perché credono che il livello dei partiti politici in Italia sia ormai bassissimo e anzi rasoterra. A queste persone diciamo: osservateci, leggeteci, siate curiose di verificare se in noi ci sono rigore, disciplina e serietà; se c’è uno stile che valga la pena sostenere.

Print Friendly, PDF & Email

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.