Protezione civile (programma di Riconquistare l’Italia per la Provincia di Trento)

Dal programma della lista Riconquistare l’Italia per le elezioni provinciali del 21 ottobre 2018 (candidato Presidente Federico Monegaglia).

La Costituzione non prevede la legislazione esclusiva dello Stato in materia di Protezione Civile, nell’ambito della quale resta un’ampia potestà legislativa in capo alle Regioni e, nel nostro caso, alla Provincia, potestà codificata nell’art. 8 dello Statuto di Autonomia. Un settore, dunque, dove c’è un certo margine di manovra; settore nel quale, in ragione del periodo storico e climatico attuale ci troviamo sempre più spesso a confrontarci con il graduale incremento di eventi di tipo sismico, di eventi meteorologici sempre più intensi, anche in ragione dei cambiamenti climatici, che portano ad ondate di calore estive estreme ed all’intensificarsi di piogge e nevicate impulsive, che sottopongono il territorio a gravi rischi di tipo idrogeologico (si pensi alla recente alluvione nelle valli di Fassa e di Fiemme). Nel quadro della programmazione diviene dunque fondamentale individuare preventivamente le situazioni di rischio in modo da poter avviare le procedure di prevenzione e mitigazione.

Negli anni la Provincia Autonoma di Trento è stata in grado di far crescere il proprio Dipartimento di Protezione Civile, al quale afferiscono i suoi corpi fondamentali tra cui quello dei Vigile del Fuoco, fiore all’occhiello del Dipartimento composto sia di effettivi che di volontari. Negli ultimi anni, per effetto dei vincoli di bilancio impostici dalla Unione europea, investire nell’adeguato potenziamento delle attrezzature e del personale risulta sempre più difficile. Queste restrizioni si collocano in una fase storica che ha visto l’espansione degli agglomerati urbani ed hanno posto gli enti pubblici dinnanzi alla necessità di far fronte all’aumento dei rischi mentre contestualmente venivano loro tagliate le risorse. E nonostante spesso si tenda, un po’ demagogicamente, a minimizzare affermando che “si farà meglio con meno”, nelle materie che attengono la sicurezza e la salute delle persone, con meno si fa, in generale, peggio.

Al fine di ottimizzare le azioni di prevenzione per evitare le spiacevoli congiunture associate agli eventi naturali estremi si rende necessario intensificare la manutenzione dei corsi d’acqua e di intervenire concedendo a questi, laddove sia possibile, maggiore spazio: la tendenza degli ultimi decenni è stata quella della canalizzazione, guidata dall’idea che i corsi d’acqua non siano altro che collettori che portano l’acqua dalla montagna al mare; essi hanno invece funzioni ecologiche e servizi ecosistemici che, con la canalizzazione, vengono perduti. La canalizzazione inoltre riduce la capacità di assorbimento degli eventi di piena. Dunque monitoraggio attivo ed interventi di riqualificazione fluviale dovranno essere incrementati capillarmente.

Nell’ambito boschivo, invece, le situazioni di pericolo derivano generalmente dagli incendi; a questo proposito la Provincia è riuscita a dotarsi, fin dal 1977, di un efficiente piano di Difesa che, grazie alla competenza del nostro Corpo Forestale provinciale, negli ultimi anni ha consentito la drastica riduzione degli incendi. Tuttavia il rischio, quasi sempre legato alla presenza dell’uomo, non va trascurato: se esso si è abbassato notevolmente è proprio per le grandi risorse investite nel controllo, risorse che non devono venire meno. Per questo motivo crediamo di dover confluire parte delle risorse economiche nel potenziamento del Corpo Forestale provinciale, al fine di fornire mezzi, attrezzature e conoscenze sempre più avanzate. Tale potenziamento avrà un impatto positivo anche sul controllo della crescente pratica del bracconaggio nei nostri boschi e, contestualmente, sul controllo dei grandi predatori: un progetto, quest’ultimo, nato male e le cui implicazioni sono state a lungo trascurate e minimizzate, e che oggi è completamente sfuggito di mano, impedendo ai Trentini di vivere il bosco e la natura. A questo problema andrà posta soluzione attraverso tavoli ai quali dovranno partecipare gli enti pubblici, gli organi della forestale e i cittadini, al fine di elaborare strategie realistiche ed efficaci.

L’intero sistema della Protezione Civile, infine, comprende anche associazioni private del tipo ONLUS facenti parte dell’albo delle associazioni di Protezione Civile. Queste vengono attivate, spesso, per sopperire alle mancanze in termini di uomini e mezzi carenti dagli organi istituzionali, e rappresentano pertanto una grossa fetta di spesa in termini di rimborsi su convenzioni e stanziamenti vari. Noi di Riconquistare l’Italia, riconoscendo l’encomiabile spirito di solidarietà che caratterizza il personale del volontariato, crediamo che il volontariato debba essere ausiliario e non già sopperire a carenze di organico dell’ente pubblico; dunque riteniamo fondamentale investire per potenziare gli organi di intervento della Provincia, specialmente verso il Corpo dei Vigili del Fuoco.

Infine, poiché Riconquistare l’Italia crede che il pilastro fondamentale della prevenzione sia la formazione, si dovrà puntare maggiormente sulla presenza di attività didattiche nelle scuole primarie e secondarie, in modo da avvicinare gli studenti alle tematiche inerenti la Protezione Civile. Accordi tra scuola e Dipartimento dovranno rafforzare la presenza di specializzati formatori del Corpo dei Vigili del Fuoco e e tecnici del Dipartimento in modo che anche i più giovani possano imparare la gestione delle emergenze e, soprattutto, apprendere che il nostro territorio è un bene prezioso che va tutelato.

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